IL PROGETTO

Il cantiere di teatro interattivo e sensoriale è un percorso finalizzato alla formazione di un gruppo di ricerca artistica sul linguaggio dei sensi e sul teatro in spazi non convenzionali.

Il cantiere non ha un luogo predeterminato di lavoro ma è itinerante.

Il lavoro si concentra sull’indagine dello spazio e della memoria dello spazio ed è adatto a luoghi non convenzionali, come borghi, boschi, parchi, capanni.

Il luogo è un indizio per accedere alla memoria personale e collettiva e all’immaginazione, un mondo sotterraneo e interiore nascosto tra le crepe del tempo e dello spazio.

Il cantiere sensoriale non è il semplice “esercizio dei sensi” ma la costruzione di un paesaggio da percorrere che si nutre della relazione complessa e magica che si genera dall’incontro tra il nostro vissuto,l’ambiente circostante e il racconto. Un paesaggio che è spazio, immagine, suono, gusto, olfatto, memoria e immagine immaginata,una reverie.

In tal senso è opportuno sottolineare che ogni luogo è significante e apre le finestre di immaginari da esplorare e narrare; ed infatti la narrazione è l’aspetto che identifica il percorso teatrale sensoriale.

Un paesaggio è narrazione, un corpo è il racconto di una storia, quello che vediamo e come lo vediamo, come lo percepiamo e come lo indaghiamo, non fornisce semplici informazioni, ma esperienza. Il cantiere è esperienziale.

Il suo frutto non è un percorso guidato attraverso i sensi, ma un incontro tra vissuti, quello di chi abita un mondo e chi viene ospitato in quel mondo.

L’inaspettato apre la fantasia, genera nuovi sguardi su di sé e sul mondo.

Il cantiere non ha forme di finanziamento pubblico, si autogestisce e si autofinanzia.

Il Cantiere nasce come naturale proseguo del percorso di ricerca di Emanuela Bianchi iniziato nel 1999 nel gruppo Residui teatro diretto all’epoca da Paolo Vignolo,e proseguito in stage di formazione con il Teatro de los Sentidos di Enrique Vargas; come sviluppo della proposta formativa l’associazione Confine Incerto ha già realizzato sul territorio 4 step di formazione: Inhabiting Catanzaro – 2010 e Fermentacion a Soverato – 2012/2013 corsi diretti da Nelson Jara, Giovanna Pezzullo, Patrizia Menichetti (attori della Compagnia Teatro de Los Sentidos di Barcellona), e dallo stesso fondatore della compagnia Enrique Vargas, indiscusso maestro ideatore del metodo.

Il cantiere ha aperto i battenti del primo step a febbraio 2016 presso il PTU di Cosenza in collaborazione con l’associazione “Con i miei occhi” diretta da Mariagrazia Bisurgi e con il CAMS che ci ha ospitati nel Piccolo Teatro Unical, e poi a Catanzaro nel giugno 2016 nella cornice del Parco della Biodiversità, Step successivi sono stati realizzati a:

Parco Scolacium –Borgia (CZ) a luglio 2016;
Casa delle Culture di Squillace (Cz) nell’ agosto 2016.

Il cantiere ha presentato il primo lavoro di produzione al festival Ci-Vita di Bagnoregio dal 25 al 28 Agosto 2016 con il percorso sensoriale “La città e il desiderio” ed ha proseguito la sperimentazione con Epithymia presentata il 18 Dicembre 2016 a Reggio Calabria presso il teatro Cilea.

Il cantiere segue le tecniche della metodologia ludico-creativa, cioè quel metodo che trasforma un gioco in atto poetico, appoggiando dunque quel concetto caro a Huizinga, secondo cui il percorso che conduce alla creazione e all’esperire è il gioco nelle sue caratteristiche di atto libero, consapevole, disinteressato.

il cantiere rimane aperto per tutte le persone interessate ad approfondire un linguaggio intimo, relazionale, un ‘esperienza che attinge la sua forza dal riprendere contatto con la capacità di liberare il proprio immaginario, la propria memoria, l’immagine immaginata.

IL PROGETTO

Il cantiere di teatro interattivo e sensoriale è un percorso finalizzato alla formazione di un gruppo di ricerca artistica sul linguaggio dei sensi e sul teatro in spazi non convenzionali.

Il cantiere non ha un luogo predeterminato di lavoro ma è itinerante.

Il lavoro si concentra sull’indagine dello spazio e della memoria dello spazio ed è adatto a luoghi non convenzionali, come borghi, boschi, parchi, capanni.

Il luogo è un indizio per accedere alla memoria personale e collettiva e all’immaginazione, un mondo sotterraneo e interiore nascosto tra le crepe del tempo e dello spazio.

Il cantiere sensoriale non è il semplice “esercizio dei sensi” ma la costruzione di un paesaggio da percorrere che si nutre della relazione complessa e magica che si genera dall’incontro tra il nostro vissuto,l’ambiente circostante e il racconto. Un paesaggio che è spazio, immagine, suono, gusto, olfatto, memoria e immagine immaginata,una reverie.

In tal senso è opportuno sottolineare che ogni luogo è significante e apre le finestre di immaginari da esplorare e narrare; ed infatti la narrazione è l’aspetto che identifica il percorso teatrale sensoriale.

Un paesaggio è narrazione, un corpo è il racconto di una storia, quello che vediamo e come lo vediamo, come lo percepiamo e come lo indaghiamo, non fornisce semplici informazioni, ma esperienza. Il cantiere è esperienziale.

Il suo frutto non è un percorso guidato attraverso i sensi, ma un incontro tra vissuti, quello di chi abita un mondo e chi viene ospitato in quel mondo.

L’inaspettato apre la fantasia, genera nuovi sguardi su di sé e sul mondo.

Il cantiere non ha forme di finanziamento pubblico, si autogestisce e si autofinanzia.

Il Cantiere nasce come naturale proseguo del percorso di ricerca di Emanuela Bianchi iniziato nel 1999 nel gruppo Residui teatro diretto all’epoca da Paolo Vignolo,e proseguito in stage di formazione con il Teatro de los Sentidos di Enrique Vargas; come sviluppo della proposta formativa l’associazione Confine Incerto ha già realizzato sul territorio 4 step di formazione: Inhabiting Catanzaro – 2010 e Fermentacion a Soverato – 2012/2013 corsi diretti da Nelson Jara, Giovanna Pezzullo, Patrizia Menichetti (attori della Compagnia Teatro de Los Sentidos di Barcellona), e dallo stesso fondatore della compagnia Enrique Vargas, indiscusso maestro ideatore del metodo.

Il cantiere ha aperto i battenti del primo step a febbraio 2016 presso il PTU di Cosenza in collaborazione con l’associazione “Con i miei occhi” diretta da Mariagrazia Bisurgi e con il CAMS che ci ha ospitati nel Piccolo Teatro Unical, e poi a Catanzaro nel giugno 2016 nella cornice del Parco della Biodiversità, Step successivi sono stati realizzati a:

Parco Scolacium –Borgia (CZ) a luglio 2016;
Casa delle Culture di Squillace (Cz) nell’ agosto 2016.

Il cantiere ha presentato il primo lavoro di produzione al festival Ci-Vita di Bagnoregio dal 25 al 28 Agosto 2016 con il percorso sensoriale “La città e il desiderio” ed ha proseguito la sperimentazione con Epithymia presentata il 18 Dicembre 2016 a Reggio Calabria presso il teatro Cilea.

Il cantiere segue le tecniche della metodologia ludico-creativa, cioè quel metodo che trasforma un gioco in atto poetico, appoggiando dunque quel concetto caro a Huizinga, secondo cui il percorso che conduce alla creazione e all’esperire è il gioco nelle sue caratteristiche di atto libero, consapevole, disinteressato.

il cantiere rimane aperto per tutte le persone interessate ad approfondire un linguaggio intimo, relazionale, un ‘esperienza che attinge la sua forza dal riprendere contatto con la capacità di liberare il proprio immaginario, la propria memoria, l’immagine immaginata.

Teatro de los Sentidos